A proposito delle prossime iniziative: una lettera aperta dei licenziati Fiat

Nelle settimane che verrano sono previste molteplici iniziative di solidarietà ai 5 lavoratori licenziati, organizzate da sigle e organizzazioni differenti.

Per quanto ci concerne, oltre che ad ampliare le firme a sostegno del nostro appello, siamo impegnati nell’organizzazione di una giornata di dibattito e confronto pubblico sui risvolti giuridici, sindacali e politici della vicenda dei cinque licenziati Fiat (ora FCA) che si terrà a Napoli il prossimo 16 settembre. Speriamo di darvi a breve notizie precise sull’iniziativa.

Nel frattempo, pubblichiamo una lettera aperta dei 5 lavoratori licenziati che vuole chiarire il senso delle iniziative di resistenza che hanno messo in campo. 

FARE DEL 20 SETTEMBRE UNA GIORNATA PER LA LIBERTA’ DI OPINIONE E DI SATIRA

Il dibattito che si sta creando intorno a noi ormai ha superato i confini del nostro caso e sta diventando una questione generale. “Si può ancora parlare liberamente nei luoghi di lavoro e di questioni di lavoro”. “E’ ancora possibile criticare l’operato del proprio datore di lavoro?”

Gli stimoli che hanno risvegliato la sensibilità pubblica su questi temi sono stati, da una parte, la nostra determinazione nel far conoscere la nostra situazione attraverso una mobilitazione continua per uscire dall’invisibilità a cui i mezzi di comunicazione e buona parte della politica ci avevano relegato; dall’altra, l’appello per la libertà di opinione per i lavoratori lanciato da un gruppo di intellettuali che ha raccolto più di mille firme tra lavoratori, intellettuali, giuristi, politici e sindacalisti. Un mondo non omogeneo che spesso, negli ultimi anni, ha avuto pochi rapporti con gli operai.

La mobilitazione ha coinvolto queste persone perché affronta dei temi generali che sono alla base dell’ordinamento dell’attuale società. Rispetto al “servaggio” in cui gli imprenditori e i politici vorrebbero relegare gli operai l’unica difesa è la mobilitazione, la critica, ma senza libertà di parola tutto questo è impossibile. Ma la libertà di parola è anche il diritto fondamentale a cui si appellano tutti quelli che credono nella democrazia.

Coloro che hanno firmato l’appello per la “nostra” libertà di opinione hanno capito che così facendo difendevano anche il loro diritto di opinione, consapevoli che la negazione di questo diritto fondamentale nei luoghi di lavoro aprirebbe la strada per negarlo dappertutto.

Intorno a questi temi e sull’onda delle nostre iniziative e dell’appello per la libertà di opinione, si è avuta una grande mobilitazione con discussioni, articoli sui giornali, assemblee che ancora continua.

Dal canto nostro, anche se ormai con grande sforzo, abbiamo stilato il programma delle ultime iniziative da fare: un presidio permanente fuori ai cancelli dello stabilimento FIAT di Pomigliano fino al 3 settembre, da trasferire poi dopo davanti alla sede del comune a Napoli.

Oltre alle nostre iniziative, ci saranno:
Il 16 una tavola rotonda al Maschio Angioino organizzata dai primi firmatari dell’appello per la libertà di opinione per i lavoratori.
Il 20 settembre manifestazioni e presidi a Napoli, che diverse realtà politiche e sociali, su chiamata della dirigenza nazionale del SI COBAS, hanno organizzato per quel giorno.

A questi organismi e ai cittadini solidali che metteranno in campo queste iniziative chiediamo che esse siano caratterizzate da un clima gioioso e ironico che abbiano come fulcro l‘emblema della nostra battaglia: la satira e la possibilità di farla liberamente.

Ormai manca meno di un mese alla causa d’appello sul nostro licenziamento. Il dibattito in corso, che ha coinvolto anche specialisti del diritto, ha sottolineato la sproporzione che c’è tra i fatti che ci sono contestati e il nostro licenziamento da una parte, e le sentenze fin qui emesse dalla magistratura a noi sfavorevoli dall’altra.

Noi pensiamo che la sensibilità dimostrata da tanti intellettuali per i temi generali che il nostro caso pone, sia presente anche in molti settori della magistratura. Noi speriamo che la nostra causa di appello sia l’occasione per dimostrare che in Italia gli operai possono ancora esprimere liberamente critiche all’operato dei datori di lavoro. Che il Diritto di Opinione sia ancora valido.

I CINQUE LICENZIATI FIAT

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Tante le nuove firme di costituzionalisti, avvocati, professionisti, studiosi e attivisti politici e sociali

Nonostante la pausa agostana, sono tante le nuove adesioni ricevute. Nella pagina apposita del nostro sito tutte le firme, anche – e soprattutto – quelle dei tantissimi lavoratori, pensionati, disoccupati e studenti che hanno dato la loro solidarietà. Ma è anche importante, per noi, aver ricevuto firme di costituzionalisti, giuristi, artisti, professionisti e docenti universitari e ricercatori. In particolare, ringraziamo il prof. Paolo Maddalena, Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale, il giudice Ferdinando Imposimato, Presidente Onorario Aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, il giudice Giuseppe Del Bene, ex Presidente Sez. Lavoro Corte di Appello di Napoli e gli avvocati Roberto LamacchiaDanilo Risi rispettivamente Presidente Nazionale e Presidente di Napoli dell’Associazione Giuristi Democratici.

Luigi De Magistris – Sindaco di Napoli
Paolo Maddalena – Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale
Ferdinando Imposimato – Presidente Onorario Aggiunto della Suprema Corte di Cassazione
Luigi Di Maio – deputato Movimento 5 Stelle, vicepresidente della Camera dei deputati
Roberto Lamacchia – Presidente Nazionale Associazione Giuristi Democratici
Marco Travaglio – direttore de Il Fatto Quotidiano
Eleonora Forenza – Europarlamentare di L’Altra Europa con Tsipras, Gruppo GUE/NGL
Sergio Puglia – Senatore Movimento 5 Stelle
Bartolomeo Pepe – Senatore gruppo misto
Alex Zanotelli – missionario Comboniano
Giuseppe Del Bene – Napoli – giudice in pensione, ex presidente Sez. Lavoro Corte di Appello di Napoli
Arturo Scotto – deputato. capogruppo Sinistra Italiana
Nicola Fratoianni – deputato, gruppo Sinistra Italiana
Antonio Placido – deputato, gruppo Sinistra Italiana
Donatella Duranti – deputata, gruppo Sinistra Italiana
Giovanni Paglia – deputato, gruppo Sinistra Italiana
Annalisa Pannarale – deputata, gruppo Sinistra Italiana
Marisa Nicchi – deputata, gruppo Sinistra Italiana
Giovanni Barozzino – senatore, gruppo Sinistra Italiana
Fabrizio Bocchino – senatore, gruppo Sinistra Italiana
Peppe De Cristofaro – senatore, gruppo Sinistra Italiana
Alessia Petraglia – senatrice, gruppo Sinistra Italiana
Elena Coccia – Napoli, vicesindaca comune di Napoli
Danilo Risi – Napoli, Presidente Giuristi Democratici di Napoli
Enrico Panini – Ass. Comune di Napoli
Amarilys Gutierrez Graffe – Console Generale venezuelana
Carlo Amirante – Napoli – professore universitario di Diritto Costituzionale e Diritto dello Stato Federico II Napoli, ora in pensione
Ezio Gallori – ferroviere in pensione fondatore del COMU Firenze
Antonio Di Stasi – giuslavorista, professore ordinario Università di Ancona
Riccardo Faranda – avvocato giuslavorista Roma
Arturo Salerni – avvocato giuslavorista Roma
Claudio De Fiores – giurista, professore ordinario Università di Napoli
Antonio Carbonelli – avvocato giuslavorista Brescia
Pier Luigi Panici – avvocato
Assunta Signorelli – Trieste e Agropoli, psichiatra

Diego Civitillo – Presidente X municipalità Bagnoli Fuorigrotta
Norma Naim – Consigliera Comunale Città di Caserta
Luciano Canfora – Università di Bari
Guido Viale – sociologo, saggista
Vauro Senesi – disegnatore
Annamamaria Spognardi – avvocato del lavoro, cassazionista
Silvia Luzi – Roma, regista
Valeria Parrella – Napoli, scrittrice
Francesca Fornario -Roma, giornalista satirica
Giulio Cavalli – Roma, giornalista e scrittore
Annamaria Rivera – Roma, antropologa e docente universitaria
Marco Revelli – docente universitario, storico, sociologo e politologo
Alessandra Ballerini – Genova, avvocato
Leone Gatti – Chiari (BS), avvocato
Maso Notarianni – Milano, giornalista
Associazione Diritti e Frontiere (ADIF)
Paolo Ferrero – Pinerolo (TO), segretario nazionale PRC
Lorenzo Marsili – dirigente “European Alternatives”, membro di DiEM25 Continua a leggere

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A cosa serve la satira: protestano i licenziati Fiat

l’11 agosto è stato pubblicato, sul Il Manifesto, questo splendido articolo della giornalista Francesca Fornario, che ringraziamo. Vi rendiamo disponibile il testo.

Non è uno scherzo. La protesta dei licenziati Fiat di Pomigliano davanti alla sede Rai di Viale Mazzini a Roma in solidarietà al diritto di satira La protesta dei lavoratori licenziati Fiat a Pomigliano

«Protesta dei licenziati Fiat di Pomigliano davanti alla sede Rai di Viale Mazzini a Roma in solidarietà alla giornalista Francesca Fornario». Leggo il comunicato e penso: «È uno scherzo». «Per difendere la libertà di satira e di critica, un operaio si è incatenato alla statua che campeggia fuori da…». Vedo la foto, lo striscione, controllo se non sia un fotomontaggio. Operai. Licenziati. Di Pomigliano. Che srotolano uno striscione davanti alla Rai. Non per chiedere indietro il lavoro. Non per chiedere indietro la casa, che i più hanno lasciato alla moglie che ha lasciato loro, negli anni in cassintegrazione a Nola, mentre a Pomigliano si facevano gli straordinari ogni sabato per produrre automobili e loro no, loro in automobile ci dormivano. Non per chiedere indietro la vita, la loro e quella dei colleghi che hanno provato a togliersela, perché la vita in cassintegrazione al reparto-confino di Nola crolla per «l’effetto domino», lo chiamano così, mimando il crollo di un palazzo con le mani: 700 euro al mese per un lavoro che non c’è più, i soldi che non bastano per pagare la mensa a scuola e l’assicurazione della macchina e allora vai in giro senza fino a quando non ti fermano e ti tolgono la patente precipitandoti nell’illegalità, e allora ti deprimi e ti incazzi e tua moglie ti lascia.

Nemmeno, lo striscione, chiede indietro la vita dei tre di loro che sono riusciti a togliersela. L’ultima, Maria Barbato, cassintegrata a zero ore alla Fiat di Nola, che a 47 anni si è uccisa con tre coltellate al petto lasciando scritto: «Non si può vivere sul ciglio del burrone dei licenziamenti». Lo striscione che si sono portati da Acerra chiede indietro la satira. «Satira Libera. I 5 licenziati Fiat». Mi precipito a Viale Mazzini e li trovo lì, stupiti del mio stupore. Stupiti di vedermi quanto me di vederli. «Ragazzi, ma siete matti? La mia è la guerra del burro, la vostra la guerra vera!». Mi spiegano che è la stessa guerra. Che anche loro hanno perso il posto per aver osato criticare l’azienda, danneggiandone l’immagine. «Sì, ma io me ne sono andata perché non c’erano più le condizioni per…». Che anche a loro è stato impedito di fare satira su Marchionne. «Eh?!». E via con le battute su Marchionne che facevo a Radio2. Marchionne che va a produrre la Panda in Polonia dove gli operai non pretendono di fare la pausa-pranzo. Fino a quando non scopre che lungo il Gange c’è un ashram di fachiri in grado di trattenere la pipì per 36 ore e trasferisce lì la produzione della Panda. Fino a quando non legge su Focus che i macachi delle Filippine sanno avvitare i bulloni…

«Noi siamo stati licenziati per aver esposto davanti ai cancelli della fabbrica un manichino di Marchionne che, in preda ai sensi di colpa, si impicca, come avevano fatto tre di noi. Lasciando una lettera in cui chiede che i 316 operai deportati a Nola tornino a Pomigliano, dove ci sono interi reparti vuoti». La satira è l’unico linguaggio che riesce ad arrivare a chi è fuori dalla fabbrica, spiegano. Le cariche le subiamo, ma le prendiamo e basta. Con la satira, invece. Raccontano di quando hanno affrontato i poliziotti con gli scudi di legno. Di quando hanno accolto Renzi vestiti da pagliaccio. Di quando da fantasmi, come i morti sul lavoro o sulla cassintegrazione. Mi invitano a diffondere l’appello da firmare in vista dell’udienza del 20 settembre, dove si deciderà la loro sorte, con Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Erri De Luca, Luigi De Magistris. Una vita che faccio satira e a cosa serve non l’ho mai saputo spiegare meglio di Mimmo. A fare in modo che tutti si accorgano di quello che ci sta succedendo.

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I nostri prossimi passi

In questi ultimi giorni il nostro appello ha raccolto moltissimi consensi e condivisioni.

Forse proprio sull’onda di questo successo, alcune organizzazioni hanno lanciato una serie di iniziative o pubblicato prese di posizione sulla vicenda degli operai licenziati riportando il nostro appello.

Nella piena libertà di autonomia e di organizzazione da parte di tutti coloro i quali si sentono colpiti da quanto accade nel nostro paese, dobbiamo però chiarire che le iniziative del gruppo promotore dell’appello sono esclusivamente quelle pubblicate sul nostro sito e sulla relativa pagina Facebook.

Solo di queste siamo responsabili e organizzatori, non di altre. Siamo al momento impegnati nel costruire una nostra iniziativa pubblica che si terrà venerdì 16 settembre.

In quel contesto inviteremo attivisti, forze politiche e sindacali, giuristi a costruire insieme un percorso di lotta condiviso a sostegno delle ragioni degli operai licenziati e per la trasformazione radicale del diritto del lavoro italiano e della cultura giuridica oggi dominante.

Di questa e di altre iniziative vi terremo aggiornati su questo blog e su Facebook. Grazie per le firme che ci aiuterete a raccogliere e per gli sforzi che fate con noi per far circolare informazioni e solidarietà

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Tante nuove firme all’appello

In questi giorni abbiamo ricevuto attestati di solidarietà straordinari, segno che pur con fatica si sta pian piano affermando la consapevolezza che la vicenda degli operai FCA licenziati ha un significato profondo.

Ci limitiamo a segnalare quelle che hanno una maggiore visibilità professionale o culturale, ma vogliamo in primo luogo ringraziare i tanti lavoratori, non solo operai, che ci hanno dato il loro sostegno. Tra questi tanti i disoccupati e i precari, tanti i lavoratori non italiani, tanti i lavoratori del pubblico impiego. Tutte le firme sono nella pagina relativa.

Ai primi firmatari si sono aggiunte le firme di politici, artisti, docenti universitari e insegnanti, avvocati e professionisti, centri sociali e collettivi, sacerdoti.

 

I primi firmatari
Alessandro Arienzo (Università Federico II Napoli); Franco Rossi (docente e pubblicista); Andrea Vitale (docente e pubblicista); Giuseppe Allegri (Università La Sapienza Roma); Gianfranco Borrelli (Università Federico II Napoli); Ascanio Celestini (attore teatrale, regista, scrittore); Francesca Coin  (Università di Venezia); Giorgio Cremaschi (sindacalista); Erri De Luca (scrittore); Giuseppe Di Marco (Università Federico II Napoli); Nicola Di Matteo (Università di Salerno); Roberto Esposito (Scuola Normale Superiore Pisa); Maurizio Ferraris (Università di Torino); Ugo Maria Olivieri (Università Federico II Napoli); Giuseppe De Marzo (Coordinatore della campagna “Miseria Ladra” di Libera); Moni Ovadia (attore teatrale, regista, scrittore); Daniela Padoan (scrittrice); Daniele Sepe  (musicista)

Politici e amministratori
Luigi De Magistris (Sindaco di Napoli); Eleonora Forenza (europarlamentare di L’Altra Europa con Tsipras, Gruppo GUE/NGL); Bartolomeo Pepe (senatore gruppo misto); Diego Civitillo (Presidente X municipalità Bagnoli Fuorigrotta); Marco Rizzo (Partito Comunista); Stanislao Balzamo (Consigliere comunale di Atrani, SA); Mimmo Cosentino (segretario regionale PRC Sicilia, Catania); Norma  Naim (consigliera comunale  Città di Caserta); Pietro Rinaldi (consigliere comunale di Napoli); Enrico Panini (assessore al Comune di Napoli); Giovanni  Russo Spena (dirigente nazionale PRC); Paolo  Ferrero (segretario nazionale PRC); Raffaele  Tecce (segreteria nazionale PRC); Roberta  Fantozzi (segreteria nazionale PRC); Lorenzo  Marsili (dirigente “European Alternatives”, membro di DiEM25); Elena Coccia (vicesindaca comune di Napoli)

Giuristi, professionisti, pubblicisti, editori
Paolo Maddalena (Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale); Annamaria Spognardi (Avvocato del lavoro, cassazionista); Checchino Antonini (direttore Popoff Quotidiano); Maria Pirro (Napoli, giornalista); Stefano Federici (Giornalista pubblicista e blogger); Giuseppe Del Rossi (giornalista); Yolanda Tugbang (architetta precaria);  Daniela De Crescenzo (Napoli, giornalista); Vincenzo Angeranio (Napoli, fotografo); Nadia Palumbo (Napoli, cuoca); Renato Amodio (Napoli, commerciante); Adriano Costigliola (Napoli , Medico); Giuseppe Notaro (Napoli, Show designer); Donatella Alessi (Pozzuoli, Avvocato); Francesco Caliendo (Napoli, geologo); Alessandro Chianetta (Pistoia, ingegnere); Sergio Manes (Direttore Edizioni “La Città del Sole”); Riccardo Sallustio (avvocato); Alessandra Ballerini (avvocato); Maria Bianca Russo (Napoli, studentessa e giornalista pubblicista); Danilo Risi (Presidente Giuristi Democratici di Napoli); Francesca Fornario (giornalista satirica); Giulio Cavalli  (giornalista e scrittore); Maso Notarianni  (giornalista); Leone Gatti (avvocato); Domenico Roccisano (avvocato del lavoro); José Ramòn Labrador Real  (avvocato); Stefano Vecchio  (direttore dipartimento ASL); Stefano Federici  (giornalista e blogger); Ireo Bono  (medico); Luigi Ficarra  (avvocato); Giancarlo Moro  (avvocato); Roberta Radich  (psicologa psicoterapeuta); Carlo Cappellari  (avvocato); Francesco Saverio Russo  (avvocato, ex parlamentare); Carlo Guglielmi  (avvocato giuslavorista)

Artisti
Valeria Parrella (scrittice, Napoli); Silvia Luzi (regista); Luca Bellino  (regista); Enzo TerranoMauro TerranoFrancesco MadonnaLeonardo MarcianoGiuseppe ArdiziomGiacomo SanninoFrancesco FiordellisiGeremia TiernoRoberto RennaAntonio Marzano (musicisti e collaboratori Band I-Sistema); Claudio Cimmino (COLLETTIVO INSORGENZA MUSICA, Collettivo di musicisti campani indipendenti, antifascististi e antirazzisti);  Rosario Zanni (scrittore); Franco D’Aniello (Modena City Ramblers); Marcello Colasurdo; Ernesto Guarino, Lucio D’Arrigo, Mauro D’Ambrosio (gruppo musicale CHIODO FISSO), E Zezi gruppo operaio di Pomigliano; Jack LangellottiGeremia TiernoMario PennaFrancesco Fiordellisi, Alessio “Jumbo Man” Castaldi, Lou De Angelis, (CapatostaGroup); Nicola De Corneliis (docente e scrittore); Davide Esposito (musicista, Onda33); Matteo Micatovich (musicista, Onda33); Carlo Vignaturo, Paola Lauri, Giuseppe Chierchia, Silvana Gianotta, Ludovica Grisolia, Rosario Nasti (musicisti, finti-illimani); Raul Volani & Metharia (musicisti); Vauro Senesi (disegnatore); Marcello Romolo (attore); Cristina Bruno (regista); Daria Bottura  (sceneggiatrice); Massimo Varesio  (cameraman); Enzo Apicella  (giornalista/vignettista); Sandro Cianci  (regista teatrale); Stefano Lonardo  (regista TV); Enrico Comastri  (artista)    

Studiosi e docenti
Marco Revelli (docente universitario, storico e sociologo); Annamaria Rivera (antropologa e docente universitaria); Luciano Canfora (Università di Bari, prof. emerito); Guido Viale (sociologo, saggista); Leonardo Caffo (Università  di Torino); Roberto Serpieri  (Università Federico II ); Nicola Magliulo (docente di storia e filosofia);  Aldo Bronzo (Storico della Cina contemporanea); Giuseppe Aragno – Storico; Mario Autieri ( Professore di storia e filosofia); Laura Stancampiano (Università di Bologna); Alessandro Ferretti (Università di Torino); Renato Foschi (Università La Sapienza); Alessandro Guerra (Università La Sapienza); Leonardo Di Staso (Università Federico II); Pietro Sebastianelli (Università di Perugia); Fabio De Nardis (Università del Salento); Carlo Di Cristo (Università del Sannio); Flavia De Nicola (Università del Sannio); Alex Hobel (Università Federico II); Lucio Terracciano (Università Federico II); Anna Simone (Università Roma III); Diego Lazzarich (Seconda Università di Napoli); Lorenzo Coccoli (Università Tor Vergata, attivista); Tiziana Terranova (Università L’Orientale di Napoli); Stefania Tarantino (Università Federico II); Luca Arcari (Università Federico II); Claudio Serpico (Università Napoli); John Gilbert (Università di Firenze); Giovanni Maraia, professore scuola superiore, Ariano Irpino, Associazione “Ariano in movimento”; Luca Orsogna (Università La Sapienza, Associazione “Ariano in movimento”); Alessandro Cardinale (Università Federico II, Associazione “Ariano in movimento”); Tiziana Terranova (Università Orientale); Riccardo Mancini (insegnante); Emilia D’Amore (maestra elementare); Francesco Della Pietra (Università Federico II); Fabrizio Iannetti (Roma, Centro Culturale Concetto Marchesi); Maria Coppola (Napoli, insegnante); Rosa Petrone (Pozzuoli, docente); Paola Formisano (Napoli, docente); Salvatore Coppola (Marigliano, docente); Rosa Di Giaimo (Napoli, insegnante); Rossella Traversa  (Bari, ricercatrice); Francesco Grasso (Firenze, ricercatore universitario); Alessandra Arcuri (Amsterdam, docente universitario);  Lorenzo Cassata (Roma, ricercatore Istat); Roberto Zunino (Trento, ricercatore universitario); Gregorio Landi (Firenze, professore universitario); Paola Gori Giorgi (Amsterdam, professore universitario); Federico Celestini  (Graz, Austria, docente universitario);  Anna Emilia Berti  (docente universitaria);

Sacerdoti
Giuseppe Gambardella (Parroco chiesa San Felice Pomigliano); Mimmo Iervolino (Parroco chiesa San Felice Pomigliano); Emanuele Casalino (Chiesa Evangelica Battista, Ferrara)

Attivisti e collettivi
Antonia Battaglia (attivista ILVA di Taranto); Francesco Piobbichi (responsabile di Mediterranean Hope a Lampedusa); C.S.A. Vittoria di Milano; Luca Recano (Bagnoli liberata, Na); Raffaella Casciello (ACT Napoli); Mariano Di Palma (Libera), Mario Di Costanzo (operaio FCA Pomigliano); Tommaso Pirozzi (operaio Fiat Polo Logistico Nola); Domenico De Stradis (operaio FCA di Melfi); Donato Auria (operaio Fiat di Melfi); Aniello Niglio (operaio FCA Pomigliano) Stefania Fantauzzi (operaia FCA di Termoli); Giuseppina Imbrenda (operaia FCA Melfi); Domenico Jim Loffredo (operaio FCA Pomigliano); Tonino Innocenti (operaio licenziato Fiat Melfi); Giuseppe Iannaccone (operaio Avio Aero Ge Pomigliano); Francesco Viscione (operaio Avio Aero Ge Pomigliano); Antonio Gravinese, (operaio FCA Melfi);  Arcangelo De Falco, operaio, Polo Logistico Nola); Collettivo Prendiamo la Parola Slai Cobas del Comune di Milano; Collettivo Bestimmte Individuen (Napoli); Rosario Monda (operaio FCA Polo Logistico di Nola); Associazione Diritti e Frontiere (ADIF); Antonio Saulle (Trieste, pensionato metalmeccanico); Fulvio Macchi (Trieste, Telecom); Valerio Colombaroli (Valsusa); Maurizio Piccione (Valsusa, operaio agricolo);  Emilio Roazzi  (Almaviva, Roma)

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con Ascanio Celestini

Ascanio Celestini, tra i primi firmatari dell’appello, oggi a Napoli a fianco ai 5 licenziati FCA di Pomigliano. Ad Ascanio Celestini tutta la nostra gratitudine e la nostra stima per l’instancabile impegno civile e politico.

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