CONVEGNO: LicenziaNO le opinioni – il comunicato stampa

 
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Venerdì, 16 Settembre 2016 ore 9,00 – 18,00
Maschio Angioino – Antisala dei Baroni

 

Una vita che faccio satira e a cosa serve non l’ho mai saputo spiegare meglio di Mimmo. A fare in modo che tutti si accorgano di quello che ci sta succedendo.
Francesca Fornario, Il Manifesto, 11 agosto 2016

Il quadro legale complessivo di questi ultimi anni sembra voler costringere il diritto del lavoro in un ruolo sempre meno terzo e sempre più notarile, facendo venir meno la fondamentale funzione di bilanciamento dello squilibrio costitutivo del rapporto di forza fra imprenditore e dipendente che questa disciplina ha esercitato fin dal dopoguerra.
Daniela Padoan, Il Manifesto, 17 agosto 2016

Da scrittore mi considero in obbligo di fedeltà al vocabolario italiano.
Da cittadino mi considero in obbligo di fedeltà alla costituzione del mio paese.
Un operaio invece, secondo l’accusa apparterrebbe ad una categoria servile che non può permettersi satira,dissenso, sberleffo, critica, ironia, insomma una parola contraria a causa del contratto di lavoro.
Erri De Luca, Il Manifesto, 21 Agosto 2016

L’attacco portato allo statuto dei lavoratori è un attacco all’idea stessa di dignità del lavoratore nel lavoro e nella vita. E’ da qui che è necessario ripartire chiedendoci “se questo è un operaio……”
Moni Ovadia, Il Manifesto, 7 Settembre 2016

 

Venerdì 16 Settembre 2016 alle ore 9,00 presso l’antisala dei Baroni (Maschio Angioino) di Napoli si terrà il Convegno nazionale dal titolo “LicenziaNO le opinioni”.
il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris,
Paolo Maddalena, Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale,
Eleonora Forenza, Europarlamentare di L’Altra Europa con Tsipras, Gruppo GUE/NG
Sergio Puglia, Senatore Movimento 5 Stelle
Elena Coccia, vicesindaca della città metropolitana di Napoli
Danilo Risi, Presidente Giuristi Democratici di Napoli
Enrico Panini, Assessore al lavoro del Comune di Napoli
Amarilys Gutierrez Graffe, Console Generale venezuelana
Guido Viale, saggista
Daniela Padoan scrittrice
Moni Ovadia, attore teatrale, regista e scrittore
Francesca Fornario, giornalista satirica
Valeria Parrella, scrittrice
Annamaria Rivera, antropologa e docente universitaria
Lorenzo Marsili, dirigente “European Alternatives”, membro di DiEM25
Ascanio Celestini, attore teatrale, regista e scrittore
Giuseppe De Marzo, Coordinatore della campagna “Miseria Ladra” di Libera
Giuseppe Gambardella, parroco chiesa San Felice di Pomigliano
Pino Marziale, avvocato
Giovanni Russo Spena, dirigente nazionale PRC
Enrico Beniamino de Notaris, psichiatra
Mimmo Mignano, operaio Fiat licenziato
Alessandro Arienzo, Università Federico II
Andrea Vitale, docente e pubblicista
Franco Rossi, docente e pubblicista.

Il convegno è il risultato di un lungo periodo di mobilitazione che ha coinvolto intellettuali, artisti e giuristi i quali sull’onda della vicenda dei lavoratori della FCA di Pomigliano, licenziati per aver inscenato al di fuori del luogo e dell’orario di lavoro il suicidio di un Marchionne angustiato per i lavoratori che si sono tolti la vita dopo il licenziamento, hanno firmato e sostenuto un appello con il quale hanno lanciato l’allarme sul drammatico indebolimento dei diritti dei lavoratori italiani.

Nel testo dell’appello si legge:
“Nell’indifferenza del paese, in questi ultimi decenni, il diritto del lavoro italiano è radicalmente mutato. Si moltiplicano i casi di lavoratori licenziati per aver espresso pubblicamente opinioni critiche alle scelte delle proprie aziende, anche fuori dall’orario e dalle sedi di lavoro. Licenziamenti che sono confermati nei diversi gradi di giudizio con motivazioni riconducibili all’obbligo primario di fedeltà alla propria azienda.
Eppure l’articolo 2105 del codice civile dispone solo che il lavoratore non tratti affari in concorrenza con l’imprenditore, né divulghi notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o ne faccia un uso che possa recargli danno. Quest’articolo è invece fatto valere estensivamente, rubricando anche la semplice espressione di una critica come atto illegittimo. Questo principio, insieme a quello della continenza nell’esercizio della critica, sono sempre più spesso usati per limitare il dissenso e come strumento di deterrenza all’iniziativa sindacale.”

Il convegno sarà l’occasione per costruire una riflessione ed inaugurare un dibattito pubblico sulla libertà di opinione dei lavoratori italiani e di chiunque voglia esercitare il diritto di critica in Italia manifestando liberamente il proprio pensiero.

“Noi pensiamo che la sensibilità dimostrata da tanti intellettuali per i temi generali che il nostro caso pone, sia presente anche in molti settori della magistratura. Noi speriamo che la nostra causa di appello sia l’occasione per dimostrare che in Italia gli operai possono ancora esprimere liberamente critiche all’operato dei datori di lavoro. Che il Diritto di Opinione sia ancora valido. Noi pensiamo che la sensibilità dimostrata da tanti intellettuali per i temi generali che il nostro caso pone, sia presente anche in molti settori della magistratura. Noi speriamo che la nostra causa di appello sia l’occasione per dimostrare che in Italia gli operai possono ancora esprimere liberamente critiche all’operato dei datori di lavoro. Che il Diritto di Opinione sia ancora valido” – hanno dichiarato i 5 operai Fiat licenziati e in attesa del giudizio d’appello da parte della Corte di Appello di Napoli.

Al convegno seguirà nel pomeriggio, dalle ore 15,00 alle ore 18,00, un dibattito sui temi discussi al quale parteciperanno anche i 5 operai licenziati della Fiat.

per contatti – Andrea Vitale: ellugio@tin.it

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